La carta da parati Alchemici, primattrice di uno spettacolo visivo fatto di trasformazioni e illusioni, deve la sua potenza espressiva ai meticolosi disegni a china, digitalizzati con cura per dare vita a una grafica modulare che sfugge alla prevedibilità.
Come in un caleidoscopio visivo, riflessi, simmetrie e ambiguità generano forme che cambiano continuamente senso e direzione. Ogni riquadro è un enigma: profili umani che si sfiorano e scompaiono, chiavi e serrature, bocche sospese, serpenti e fiamme, occhi che osservano come presenze metafisiche. È una composizione fatta di icone simboliche, tratteggiate con la semplicità del segno grafico ma cariche di significati nascosti.
Il pattern nasce da una composizione libera, ma si presenta come una griglia modulare, ordinata ma non rigida, quasi fosse un archivio di archetipi visivi. Ogni elemento è isolato, eppure dialoga con il tutto, creando una narrazione frammentata e misteriosa, come pagine di un alfabeto perduto.
Nella variante Tè Verde, il fondo assume un tono morbido, caldo e minerale, che richiama le pagine ossidate di un libro antico. Gli inserti arancioni, distribuiti come accenti ritmici, creano un contrasto deciso ma elegante, conferendo profondità e struttura alla composizione. Un colore che accompagna la narrazione senza sovrastarla, lasciando che i simboli parlino con voce propria.