Chimera è un’opera Firmata da Antonio Barbieri per MaVoix.
Questo design prende forma da una ricerca visionaria che fonde arte digitale, scienza evolutiva e immaginazione organica.
Alla base del progetto c’è una riflessione ispirata alla teoria degli equilibri punteggiati di Eldredge e Gould, secondo cui le specie viventi evolvono per salti improvvisi, più che per continuità lineari. Ed è proprio attraverso una discontinuità del visibile che Chimera si compone: una carta da parati che stravolge lo spazio naturale, lo destruttura e poi lo ricostruisce come un sogno.
Barbieri utilizza scansioni 3D e modellazione digitale per catturare elementi reali dell’ambiente – fusti, piante, alghe, petali – e mescolarli in strutture complesse, ibride, sintetiche. Ogni soggetto nel pattern sembra un fiore, ma è anche un’anemone, una creatura, un sedimento, una memoria.
Chimera è una vegetazione impossibile, surreale, speculativa.
Il risultato è un affresco organico-artificiale: sfondo immacolato e forme digitali che si stratificano come un fossile del futuro, come un giardino evolutivo generato da intelligenza, tecnologia e poesia.
Chimera è una carta da parati decorativa, ma anche concettuale: un esperimento visivo che vive a cavallo tra la natura e la sua reinvenzione.
Lo sfondo bianco ottico esalta il contrasto tra le forme. I soggetti vegetali-scultorei si stagliano con intensità iperpigmentata: viola silicato, verde algale, bordeaux scuro, accenni blu traslucido.
La texture sembra gelatinosa, viva, biomorfa.
Un affresco su parete che dialoga con il futuro della materia, con l’estetica della bioarte, con le trasformazioni dell’organico in digitale.